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Nuove scoperte sul triangolo delle Bermuda si estende nello spazio e in altre zone della Terra.

Conosciuto come il “Triangolo del Diavolo”, il Triangolo delle Bermuda è costituito da una regione che è situata nella parte occidentale del Nord Atlantico, ed è definita da 3 punti, ovvero isole Bermuda, Florida e Portorico. Si estende in tutto meno di mille miglia su ogni lato. Il triangolo non esiste secondo la US Navy e il nome non viene riconosciuto dal Consiglio degli Stati Uniti e di conseguenza nei nomi geografici. Questo “triangolo” di acqua è pieno di storie incredibili..sia del soprannaturale che dell’ultraterreno.

E ‘possibile che questo triangolo immaginario sia la prova di ipotetiche attività extraterrestri sul nostro pianeta? Una cosa è certa, nel secolo scorso, il Triangolo delle Bermuda ha inghiottito navi e aerei che sono scomparse insieme a centinaia di persone.

Ora, un progetto scientifico condotto da esperti italiani, vuole spiegare il mistero che si cela dietro questa zona infame. Secondo loro, la vera causa dell’anomalia conosciuta come il Triangolo delle Bermuda, risiede nello spazio esterno. Il team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna in Italia, guidati da specialisti come Riccardo Campana, si è preparata per monitorare e misurare regolarmente la regione dell’oceano misterioso nota come “Anomalia del Sud Atlantico”, determinato da un triangolo geografico con vertici tra le Bermuda, Puerto Rico e Florida.

A detta di molti il ​​Triangolo delle Bermuda è uno delle più grandi zone anomale sul pianeta Terra, e mentre la maggior parte della gente pensa che il Triangolo delle Bermuda si trova solo nei fondali dell’oceano, solo poche persone sanno che questa regione anomala si estende per centinaia di chilometri sulla superficie della Terra.

Anche astronauti, cosmonauti e piloti di tutto il mondo, compresi piloti russi, hanno parlato del Triangolo delle Bermuda dicendo di aver visto lampi di luce durante il volo sopra la zona, momenti in cui, a detta di molti, strumenti di volo elettronici sembrano non funzionare correttamente.

Misurazioni satellitari precedenti erano in grado di dimostrare che la fascia di Van Allen cioè, la cintura di radiazione che circonda la Terra, composta da uno strato di particelle cariche energetiche, si trova vicino alla superficie del nostro pianeta e guarda caso proprio sopra la regione del Triangolo delle Bermuda.

Gli scienziati ipotizzano che la variazione della fascia di Van Allen e la sua vicinanza in questo settore potrebbe portare a numerosi misteri, che sono stati collegati con la scomparsa delle navi e degli aerei, oltre alla comparsa di misteriosi fenomeni meteorologici e anomalie magnetiche. Alcuni ricercatori ritengono che la zona anomala non è statica, ma si muove dalla sua posizione attuale verso il Golfo del Messico. Altri ricercatori ipotizzano che questa zona sia collegata ad una sorta di “stargate” che si espande dalla superficie terrestre fino a terminare nello spazio.

Gli Stargate, sono come portali dimensionali, aperture straordinarie nello spazio-tempo e oltre a trovarsi nello spazio si trovano anche sulla Terra, ma nessuno li può monitorare perché non vi è da parte della scienza, nessuna intenzione di studiarli.

La NASA però ci ha strizzato l’occhio, prendendo in considerazione la tesi di uno scienziato. “Li chiamiamo punti- X o regioni di diffusione di elettroni ” spiega lo scienziato del plasma Jack Scudder della University of Iowa. “Sono luoghi dove il campo magnetico della Terra, si collega con il campo magnetico del Sole creando così un percorso continuo che porta dal nostro pianeta alla atmosfera del Sole, distante 93 milioni di miglia.

Le osservazioni della navicella spaziale della NASA, la THEMIS e la sonda del Cluster Europe suggeriscono che questi portali magnetici si aprono e si chiudono dozzine di volte al giorno. Di solito si trovano ad alcune decine di migliaia di chilometri dalla Terra, dove il campo geomagnetico incontra il vento solare che avanza. La maggior parte dei portali sono piccoli e hanno breve vita, altri sono spalancati, vasti e duraturi.

Tonnellate di particelle di energia possono fluire attraverso le aperture, riscaldando l’atmosfera superiore della Terra, innescando tempeste magnetiche e accendendo luminose aurore polari.”

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Giusto un problema: trovarli. I portali magnetici sono invisibili, instabili, sfuggenti. Si aprono e si chiudono senza avviso “e non ci sono dei segnaposto a guidarci ,” fa notare Scudder. In realtà però ci sono questi “segnaposto” e Scudder li ha trovati. I portali si formano attraverso un ricollegamento magnetico. Linee di forza magnetica dal sole e dalla terra si mescolano, si incrociano e si uniscono per creare le aperture. I “punti-X” sono quelli dove avviene l’incrocio.

Questa unione improvvisa del campi magnetici può spingere getti di particelle cariche, provenienti dal punto- X e creare così una “regione a diffusione di elettroni”. Non è detta l’ultima però. Sembra che questi portali si possano attivare anche con la variazione delle Fasce di Van Allen, influenzate dal campo magnetico, dalle perturbazioni solari e dalle radiazioni di fondo provenienti dal cosmo. Forse il Triangolo delle Bermude è parte di questo fenomeno? Attendiamo gli studi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna in Italia, guidati da specialisti come Riccardo Campana. (fonte)

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