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Nasce in Sicilia l’università romena di medicina, ed esplode la polemica sul web.

“Abbiamo diffidato tutti i soggetti coinvolti” nell’eventuale istituzione a Enna di un corso di Medicina di una università romena, dal rettore della Kore, ai vertici della Fondazione Proserpina al presidente della regione siciliana “a non fare nulla, a stare inattivi prima che il ministero abbia chiarito gli eventi”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, intervenendo a “Restate Scomodi” su Radio Uno.

“Ci sarà – afferma Crisafulli, intervenendo alla trasmissione Restate Scomodi su Radio Uno – il numero chiuso e per essere ammessi dovrà essere superato un test d’accesso. Un numero chiuso che fa riferimento a norme europee perché ormai il titolo di studio è europeo”. I corsi si faranno in lingua romena, con prof rumeni e le tasse saranno intorno ai 9.000- 9.5000 euro ha aggiunto Crisafulli. “Il progetto – ha detto – è stato approvato dalla regione siciliana. Non tocca la programmazione italiana e non rientra nelle scelte del governo italiano. Abbiamo fatto una convenzione con la Regione per utilizzare per il praticantato le strutture delle cliniche ospedaliere”.

“Troverei singolare che in Italia arrivino atenei stranieri senza processi di autorizzazione. Esistono norme precise e certamente non è la Regione siciliana che può dare il via libera”. Lo ha detto, il Presidente dei rettori delle Università siciliane, Giacomo Pignataro. “Utilizziamo il condizionale su questa iniziativa. Ho parlato con il ministro Giannini e sono certo – ha dichiarato dai microfoni di Restate Scomodi su Radio Uno – che stanno facendo gli accertamenti necessari”. La questione – ribadisce – interessa i 60.000 candidati che tra una settimana faranno il test per l’accesso a Medicina. “C’è un numero chiuso. I posti disponibili sono 9.530 in Italia in base alla programmazione del fabbisogno nazionale di medici. I posti che arriverebbero con questo nuovo ateneo di Enna sarebbero un’aggiunta a quei 9.000”.

Sindacato dei medici: «Vicenda grottesca». Sul caso è arrivata una dura presa di posizione del Sindacato dei Medici Italiani. Per Pina Onotri, segretario generale Smi, questa vicenda «è grottesca». «Non sono chiari i fatti, ma se fosse confermato il progetto di aprire una facoltà di medicina di un altro Stato, in questo caso la Romania, assisteremmo – afferma – a un’operazione che danneggia i giovani studenti e i futuri medici del nostro Paese, ma anche a un uso spregiudicato delle risorse e delle strutture pubbliche. Che senso ha calcolare il fabbisogno di medici ogni anno e, quindi, mantenere il numero chiuso – aggiunge – e poi permettere che questo sbarramento si possa raggirare iscrivendosi in una facoltà straniera, sempre in Italia? La logica dei furbetti è da respingere, i ministeri competenti impediscano questa operazione».

Pipitone (Idv), Interrogazione alla Lorenzin su succursale rumena ad Enna. “Il Ministro Lorenzin e il MIUR blocchino immediatamente i furbetti dei test che si iscrivono alle facoltà di Medicina straniere e poi si trasferiscono in Italia senza partecipare alle dure ed obbligatorie selezioni”. Lo dice in una nota Antonino Pipitone, membro della segreteria nazionale dell’Italia dei Valori, commentando l’apertura ad Enna della succursale di un’Università rumena. “Bisogna dire stop allo scandalo dei furbi del test: questi mezzucci aggirano norme e regole, offendono e mortificano il merito e la preparazione di tanti giovani italiani”. “Attraverso i senatori Bencini e Romani – ha aggiunto Pipitone – presenteremo una interrogazione urgente al Ministro affinchè blocchi questo scandalo e venga ribadita una regola chiara: si puo’ accedere al corso di Medicina solo dopo avere effettuato il Test previsto dal Ministero. Non esistono altri piani B o C che siano”.

Dichiarazione del Rettore dell’Università degli Studi di Messina, prof. Pietro Navarra, sulla vicenda dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie a Enna:
«Ho molto apprezzato l’intervento determinato, puntuale e tempestivo del Ministro Giannini con il quale l’Università Kore di Enna, la Fondazione Proserpina, la Regione Sicilia e l’Università romena “Dunarea des Jos” vengono diffidate dal porre in essere ogni attività non conforme alla legge in materia di riconoscimento delle Università straniere in Italia.

Con il suo intervento il Ministero dell’Università e della Ricerca, che altresì disconosce ogni eventuale attività già posta in essere dalle istituzioni sopra menzionate in violazione della disciplina in vigore, ristabilisce ordine nel settore della formazione medica a livello universitario. Il maldestro tentativo dell’Università di Enna di aggirare la normativa sugli accessi ai Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie viene così definitivamente bloccato.
Una vicenda paradossale, quindi, si conclude con l’affermazione del rispetto delle regole, e la salvaguardia della giustizia e dell’equità all’interno del sistema universitario nazionale».

Fonte: vivienna.it

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