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Export alle stelle per la Svizzera che ha rifiutato di applicare le sanzioni UE verso la Russia.

Mentre in Italia i produttori di grana padano stanno perdendo una barca di soldi per via del blocco delle importazioni di prodotti agroalimentari imposto dal governo russo gli esportatori elvetici di formaggio sono subissati di chiamate dalla Russia e per questo devono ringraziare il governo svizzero che ha deciso di non imporre sanzioni alla Russia nonostante le pressioni dell’Unione Europea.

Ai confini della Russia, sarebbero già numerosi i camion carichi di generi alimentari rispediti indietro verso il continente e quindi per approvvigionarsi i commercianti russi guardano con sempre maggiore insistenza alla Svizzera.

“Gli importatori russi stanno cercando di approvvigionarsi di quei formaggi, come Mozzarella, Goudam ed Edam che non possono più comprare dai Paesi europei”, ha spiegato Daniel Daetwyler, direttore generale di Intercheese, a Bloomberg. La sua azienda nel 2013 ha esportato 20 tonnellate di formaggio in Russia e quest’anno prevede di accrescere notevolmente i suoi volumi.

In totale l’anno scorso la Svizzera ha esportato 431 tonnellate di formaggio in Russia, una cifra che in questo 2014 sembra destinata ad esplodere. “Se dovesse rimanere l’embargo ci sarà un notevole incremento”, ha affermato sempre a Bloomberg Jacques Bourgeois, direttore dell’Unione degli agricoltori svizzeri. “La Svizzera tuttavia è una piccola regione e non è in grado di raddoppiare la propria produzione da un giorno all’altro.”

La Russia importa ogni anno 25 miliardi di dollari in prodotti oggi banditi, dei quali 9,5 miliardi arrivano dai Paesi finiti sulla lista nera di Putin, un grandissimo mercato, quindi, che si apre per i produttori svizzeri.

Per Andrey Danilenko, capo dell’Unione dei produttori di latte a Mosca, le importazioni dalla Svizzera dovrebbero salire molto insieme con quelle dalla Serbia, anche se buona parte del fabbisogno potrebbe arrivare dalla produzione interna.

“L’economia svizzera approfitterà dell’embargo” ha dichiarato dal canto suo David Escher, direttore della Swiss Cheese Marketing. “Chiaramente la Svizzera ha un vantaggio, potendo continuare ad esportare anche se capirne la portata occorrerà ancora un po’ di tempo.”

E così mentre i produttori svizzeri si stanno leccando i baffi in Italia tutti gli operatori del comparto agroalimentare si stanno leccando le ferite grazie all’imbecillità’ e all’arroganza dei ministri del governo Renzi i quali stanno distruggendo un settore che e’ ancora il motore trainante del nostro paese.

Questo e’ chiaramente inaccettabile e per questo auspichiamo che tutti i produttori di formaggio che operano vicino al confine svizzero possano lasciare l’Italia e iniziare ad operare in territorio elvetico così da poter iniziare a guadagnare e far capire alla nostra classe dirigente che questa situazione e’ insostenibile.

Fonte ticinonews.ch

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